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Villa- fortezza della tenuta di Pietra Nera

Residenze

VILLA - FORTEZZA DELLA TENUTA DI PIETRA NERA

a ottocentesca tenuta di Pietra Nera, e’ costituita non solo dalla dimora gentilizia-fortificata, ma anche dall’edificio della servitu’, dalle scuderie, dalle rimesse, dall’antico frantoio, (oggi convertito in agriturismo), e naturalmente dal secolare parco. La ottocentesca villa neogotica della tenuta di Pietra Nera, e’ in relta’ la dimora storica piu’ recente del Casato, risale infatti solo al 1853. Bisogna considerare che palazzo Gallelli risale alla fine del 1500, la masseria fortificata della tenuta di Gianbartolo al 1600, e palazzo Alemanni a Catanzaro al 1780, per non parlare del grande Castello Gallelli, che era del 1100. La villa-fortezza, venne commissionata a due architetti Toscani, dal barone avv. don Giuseppe Gallelli, cav. della corona d’Italia, e sindaco dei nobili di Badolato, per diciassette anni consecutivi. In realta’ i lavori di preparazione del terreno, sul quale sarebbe stata edificata la residenza, cominciarono molto prima, presumibilmente attorno al 1849, poiche’ fu infatti necessario eliminare un intera collina, per creare il piazzale adeguato alla costruzione dell’edificio. I due architetti per portare a termine tale impresa, furono ospitati nel cinquecentesco palazzo Gallelli, situato nell’antico borgo di Badolato superiore, per tutto il periodo necessario ai lavori di progettazione e realizzazione. Il barone volle una residenza- fortificata inespugnabile, all’epoca le campagne di Badolato, erano infatti percorse continuamente da bande di briganti a cavallo, che raziavano e rapinavano i viandanti. Percio’ i nobili che abitavano in campagna, gioco forza dovevano ricorrere alla costruzioni di grandi ville –fortezza, per la loro tutela. E’ questa un esigenza costruttiva tipica di quell’ aristocrazia meridionale, che ancora nel diciannovesimo secolo, continuo’ a commissionare a ingegnosi architetti e abili maestranze, dimore fortificate, simili nell’architettura difensiva ai manieri medioevali. Queste ville-fortezza, non erano solo la residenza del grande signore terriero, ma allo stesso tempo costituivano i quartier- generali, attorno ai quali ruotava tutta la vita dell’organizazione agricola del Casato, scandita dai ritmi e dai tempi della natura, proprio come accadeva coi castelli, e la societa’ feudale. Il potente barone don Giuseppe Gallelli, fu personaggio finanziariamente molto influente, e politicamente volenteroso, in pratica si devono a lui i bilanci di risanamento dell’economia del paese, e tutti i lavori viari che dalla marina portano fin su al borgo, oltre alle ristrutturazioni del borgo stesso, e alle svariate inaugurazioni di vicoli, ponti e strade nuove. Il barone che principalmente abitava nel cinquecentesco palazzo Gallelli, sito nel borgo, senti’ l’esigenza di edificare una residenza fortificata, sita a meta’ strada dalla marina e dal pese,in modo da poter avere un maggior contrillo sull’amministrazione della grande proprieta’ terriera.

TIPOLOGIA

a villa- fortezza della tenuta di Pietra Nera, voluta fortemente dal barone, cav.avv. don Giuseppe Gallelli, settimo barone Gallelli di Badolato, rientra nella tipologia delle residenze aristocratiche fortificate, si presenta infatti come un piccolo castello a pianta quadra, elevato su tre piani. Provvista di cinque torri merlate, delle quali quattro grandi, difese da 28 feritoie, che scrutano la campagna in tute le direzioni, e poste a difesa dei quattro lati dell’abitazione, col tiro fiancheggiante, la mcasa in stile neogotico ha finestre ogivali, grandi e luminose. Il grande ingresso e’inoltre difeso dal tiro “piombante”, appositi fori ricavati sopra il portale, sotto lo stemma, dai quali era possibile scaraventare sugli aggressori, ogni sorta di liquido bollente. Arredata con oggetti e mobili cari ai baroni Gallelli.


L’ATTACCO DEI BRIGANTI ALLA VILLA-FORTEZZA DI PIETRA NERA

a residenza nel corso della sua storia, respinse solo un attacco di circa 12-13 briganti, verificatosi in un afoso giugno del 1858, e conclusosi quasi subito con una scaramuccia. A quell’epoca si stima infatti che nella tenuta di Pietra Nera soggiornassero quasi stabilmente 35 persone, tra amministratori, custodi, guardiani, domestici, stallieri, cocchieri, e camerieri personali, che dimoravano nell’edificio della servitu’. I briganti arrivarono a piedi all’imbrunire, dalla campagna che si estende verso il fiume, imbracciando pistole e fucili. Ma gia’i mastini liberi in giardino fiutandoli, forse contro vento, cominciarono ad abbaiare ripetutamente, allertando cosi’ i guardiani. Fu proprio uno degli “uomini di fiducia del barone”,  tal Caporale, chiamato “falcone” che passeggiando in giardino con un collega, entrambi col fucile a tracolla e il cappellaccio,accortosi di cio’ che stava per accadere, diede l’allarme sparando in aria, e avvisando cosi anche gli altri, alcuni dei quali all’initerno della residenza. I briganti subito avvistati, riuscirono ad arrivare solo a poche centinaia di metri dalla dimora, poiche’ si videro infatti bersaglio. Dalle feritoie si apri’ contro di loro, un fuoco incrociato di sbarramento,tanto violento che questi vistisi scoperti e senza riparo, per qualche minuto non seppero cosa fare. L’effetto sorpresa era stato vanificato, la loro tattica di attacco scoperta, da aggressori erano diventati bersagli. Quasi subito alcuni di loro, tornarono da dove erano venuti, sparando per proteggersi la fuga, altri invece si ripararono dietro gli alberi, ingaggiando per qualche minuto una scaramuccia impari, con le torri e le feritoie della villa-fortezza. Ma quando uno di loro cadde al suolo ferito ad una gamba, il grosso del gruppo capi’ che era meglio ripiegare come i compagni. Il barone cav. avv. don Giuseppe Gallelli, dopo quell’avvenimento, si dice che per meglio difendersi assoldo’  una guardiania, costituita dal capo brigante del paese, e della sua banda. All’epoca era forse l’unica soluzione per arginare le altre bande, e controllare cosi efficacemente i possedimenti e i beni del Casato. Da quel giorno inoltre il barone don Giuseppe Gallelli, si mosse sempre in carrozza con una scorta di 4-5 briganti al seguito.

UN COLPO DI CANNONE

EVENTI MONDANI

a ottocentesca villa fortificata della tenuta di Pietra Nera, dei baroni Gallelli di Badolato,nel corso della sua storia, ha ospitato eventi mondani, cerimonie, e cene di Gala. La villa il 1993 ospito’ una sfilata di moda, di un noto stilista Maltese. In questa dimora il 1987 furono girati anche due film, per RAI 2 fichion, il cui titolo era “il bambino in fuga”

OSPITI

el corso dei secoli, gli ospiti che hanno soggiornato in villa Pietra Nera, sono stati numerosi. Si ricordano infatti personaggi dell’aristocrazia, dell’imprenditoria, e del professionismo.

IL PARCO

a villa-fortezza, e’ inserita in un parco di 10 ettari recintati, abbellito da aiuole coronate da bordature in pietra di fiume, cespugli, siepi, e alberi di ogni tipo. Al suo interno alberga una ricca fauna; fagiani, assioli,gufi, barbagianni, volpi, gazze ladre, scoiattoli, lepri, ecc. ecc. Il cuore antico del parco, costituito da pini secolari, panchine di granito, ricavate da antiche macine di frantoio, viottoli, staccionate, e una fontana, sorge proprio accanto alla residenza di famiglia. Affascinanti i bellissimi scorci sul mare in profondita’, e il fragore delle onde che si ode, nelle sere invernali di pioggia, quando il mare in tempesta, si manifesta con roboante fragore, che si ode seduti nel parco. Nel diciannovesimo secolo, esso non era grandissimo, si estendeva al massimo per 5 ettari, e’ stato nel corso degli ultimi 20 anni che invece, il parco e’ praticamente raddoppiato, grazie alla volonta’ del barone don Vittorio, e in ultimo, ulteriormente impreziosito dallo sportivo barone don Ettore, che vi ha creato strutture e svaghi per il tempo libero.

LE ANTICHE SCUDERIE BARONALI DELLA TENUTA DI PIETRA NERA

e antiche scuderie costruite in contemporanea alla villa, come in origine, sorgono proprio sotto la dimora. Interamente di pietra, le scuderie baronali della tenuta di Pietra Nera, sono un bell’esempio di maestranza Calabrese del diciannovesimo secolo. Il bordo frontale, e’ infatti costituito da una doppia schiera di tegole, elemento decorativo tipico Calabrese dell’epoca. Le porte delle scuderie sono in ferro, e le finestre hanno all’esterno grate in ferro lavorato da bravi fabbri. Adagiate ad una parete sottostante la dimora, le scuderie baronali Gallelli, sono organizzate con logica, e funzionalita’. I box, la selleria, e il magazzino, sorgono lungo un unico edificio a pianta rettangonale, mentre il fienile e’ collocato in un altro edificio limitrofo, le due zone sono separate da un apposita staccionata, proprio per evitare che i cavalli stazionino sempre davanti ad esso. I cavalli che devono essere sellati, stazionano lungo la corsia box, recintata da provvidenziali staccionate, mentre per gli esercizi alla lunghina, o liberi all’aperto, vengono portati nel grande Paddok sottostante, a forma di ferro di cavallo, al cui interno trova posto anche il grazioso abbeveratoio in pietra, coperto da un capanno il cui tetto e’ costituito da reti e palme. E’ una scuderia antica, ma moderna per logica organizzativa ed efficienza. Le zone predette, sono collegate tra loro, attraverso porte-staccionate scorrevoli, che aprendosi consentono il passaggio dei cavalli.

LA DIPENDENZA DELLA TENUTA DI PIETRA NERA

edificio-servitu’ della tenuta di Pietra Nera, e’ una grande costruzione che sorge a circa 50 metri dalla villa –fortezza padronale. Il fabbricato di epoca piu’ recente, databile attorno al 1860, fu costruito per ospitare la grande servitu’, che lavorava e lavora per i baroni Gallelli, oggi come allora. Di stile colonico, si alza su due livelli, al piano terra vi sono i magazzini per l’azienda agraria, al piano primo invece gli appartamenti della servitu’, domestici, camerieri, guardiani, stallieri, ecc.ecc.

L’AGRITURISMO DELLA TENUTA DI PIETRA NERA

agriturismo della tenuta di Pietra Nera, e’ ricavato da un ottocentesco frantoio in pietra

LA TENUTA DI PIETRA NERA SOTTO L’AMMINISTRAZIONE GALLELLI-CAMPISI

a villa-fortezza della tenuta di Pietra Nera, fu costruita dal barone, avv.cav. Giuseppe Gallelli, settimo barone Gallelli di Badolato. Uomo colto, ricco, e politicamente influente, comando’ a due architetti Toscani, la costruzione di una grande villa fortificata. Doveva essere il centro organizzativo dell’azienda agraria, ma anche una dimora- forertezza nella quale potersi difendere dai briganti. Sotto la sua amministrazione, la neo tenuta venne inaugurata da un organizzazione precisa ed efficiente. Dopo il 1860 il barone vi stabili’ anche le armi della gendarmeria di Badolato, che vennero utilizzate nella battaglia del Volturno, contro i Garibaldini, alla quale partecipo’ con coraggio anche lui. La dimora era abitata essenzialmente in contemporanea al cinquecentesco palazzo Gallelli, sito in paese, ed era utilizzata oltre che come residenza, anche come sede organizzativa dell’amministrazione agraria. Qui venivano portati i fitti dei pascoli, e delle case, qui i fattori venivano per parlare col barone di lavoro e pagamenti. Giorno e notte, presso la tenuta vi dimoravano guardiani, stallieri, cocchieri, camerieri personali, e giardinieri, per un totale di quasi 35 persone.

LA TENUTA DI PIETRA NERA E LA GENERAZIONE GALLELLI-ALEMANNI

l barone don Pasquale, terriero e imprenditore, sposo’ la marchesa donna Lucia Alemanni di Catanzaro, e’ la coppia abito’ piu’ residenze rispetto alla generazione precedente. Essi infatti si divisero tra il palazzo Gallelli in pese, l’ottocentesco palazzo Alemanni in Catanzaro, la settecentesca bvilla di campagna della tenuta di Corace, la ottocentesca masseria di Zangares,la seicentesca masseria-fortificata della tenuta di Gianbartolo,e la ottocentesca villa-forteza della tenuta di Pietra Nera. Sia la residenza che il parco sono rimasti immutati rispetto all’amministrazione della generazione precedente. Dopo essere tornato dalla guerra del 1915-1918 il barone don Pasquale avvio’ il 1920 un importante centrale idroelettrica, i cui locali amministrativi e organizzativi, erano stati ricavati dentro un edificio, accanto all’ottocentesco frantoio, costruito dalla generazione precedente. Fu un opera grandiosa, la centrale forniva elettricita’ ai paesi di Badolato, Isaca, S.Caterina, e S. Andrea, si stima che il barone per realizzarla avesse speso l’equivalente di due milioni di euro di oggi. Filantropico e moderno il barone don Pasquale, amava muoversi con lussuose automobili, come la RossaSnider,del 1900 (tutt’oggi di proprieta’ della Casata) in una società Calabrese, nella quale il ricco si spostava ancora in carrozza. Quasi tutte le automobili storiche del Casato, sono tutt’oggi rimaste di proprieta’ della famiglia, questo perche’ i baroni Gallelli, da sempre hanno conservato tutte le automobili che acquistavano.

LA TENUTA DI PIETRA NERA E LA GENERAZIONE GALLELLI-de SALAZAR

a Villa-fortezza di Pietra Nera, sotto l’amministrazione del barone don Giuseppe, sposato con donna Trieste de Salazar, ebbe solo una modifica architettonica, individuabile sulla parte terminale della dimora, inizialmente costituito da una camera, con il tetto che culminava a punta, illuminato da due bifore, la’ dove oggi invece sorge la quinta torretta centrale merlata. Non sono note le motivazioni di tale modifica, forse la camera fu eliminata dal barone don Giuseppe, per evitare le infiltrazioni d’acqua, o forse il vento particolarmente insistente. Da quella modifica la residenza assunse l’aspetto odierno, senza piu’ cambiare nel corso delle generazioni. All’interno della casa gli ambienti con questa generazione cambiarono solo per comodita’ abitativa, si cerco’cioe’ di ridurre gli spostamenti solo al primo piano, evitando di salire al secondo. Percio’ una acamera da letto divenne studio, l’ex studio divenne sala colazione, e l’anticamera di attesa, per essere ricevuti si trasformo’ in cucina, (essendo la cucina originale al secondo piano). Durante la seconda guerra mondiale la domora fu chius dal Casato , che per sicurezza si sposto nella massria-fortezza della tenuta di Gianbartolo, interna ai monti sopra Badolato, e quindi piu’ riparata. La villa–fortezza di Pietra Nera, scambiata erroneamente per il quartier generale dell’esercito Italiano in Badolato, fu’ cannoneggiata da un carroarmato Americano, che colpi’ un balcone del primo piano, distruggendolo, e un cornicione, tutt’oggi scheggiato, e non ristrutturato per ricordo. Le dimensioni del parco rimasero immutate rispetto la generazione precedente.

I LAVORI CON LA GENERAZIONE GALLELLI-BENSO

ultimo barone Gallelli che abito’ stabilmente nella villa-fortezza della tenuta di Pietra Nera, fino al 1982, fu il barone don Giuseppe Gallelli. Questi, signore di campagna, amava la natura e la vita di campagna, percio’ preferiva restare vicino ai suoi cani da caccia e ai suoi cavalli purosangue. Dopo il suo decesso avvenuto il 1982, la villa della tenuta di Pietra Nera, da residenza abitata assiduamente, divento’ una dimora nella quale i baroni Gallelli andarono solo il fine settimana, e due mesi l’estate in villeggiatura, passando invece gran parte del loro tempo in palazzo Alemanni. Con don Vittorio, decimo barone Gallelli di Badolato, poiche’ egli la villa continuo’ a essere una dimora da abitare principalmente due mesi l’estate. Ma non per questo la villa fu abbandonata, anzi venne sottoposta a partire dal 1983 a continui lavori di restauro. Per cominciare vennero eseguite le gettate di cemento, sotto le fondamenta, al fine di rinforzarne la struttura, che poggiava su terreno argilloso. Successivamente si passo’ alla sistemazione di ambienti al fine di rendere la casa piu’ comoda e accessoriata. Il parco venne ulteriormente esteso, a otto ettari.

I LAVORI EFFETTUATI DAL BARONE ETTORE GALLELLI –BENSO

on Ettore, undicesimo barone Gallelli di Badolato, si trasferi’ da Catanzaro definitivamente in campagna, presso la tenuta di Pietra Nera a Badolato, il 1998. Infatti la dimora fino ad allora era usata dal Casato come detto, principalmente l’estate, come residenza per la villeggiatura, e l’inverno a giorni alterni.. Col trasferimento definitivo di don Ettore, nella villa-fortezza della tenuta di Pietra Nera, la dimora cambio’ praticamente volto, si avviarono infatti ulteriori e innumerevoli lavori, destinati a rendere piu’ confortevole e accessoriata l’abitazione. Alcuni ambienti che versavano in un disordine, come destinazione d’uso, tornarono cosi all’aspetto ideologico originario. Vennero ristrutturati pavimenti, merli, torri, comignoli, e terrazzi. Il parco venne ulteriormente ampliato, passando dagli otto ettari dell’amministrazione paterna, agli attuali dieci, dell’ideologia organizzativa corrente. All’interno del parco vennero infatti create nuove strutture per lo sport e il tempo libero. Con don Ettore, abile cavaliere,  si mise mano anche al recupero delle scuderie baronali, che tornarono cosi’allo splendore originario di meta’ 800.

SCHEDA RIASSUNTIVA
Datazione 1853
Tipologia Residenza nobiliare fortificata
Proprieta’ Baroni Gallelli di Badolato
Ristrutturazioni 1980-1981-1986-1991-1996-1998-2002
2004-2006-2007
Modifiche strutturali Nessuna
Stato di conservazione Eccellente
Destinazione Abitazione a tempo pieno
Indirizzo Contrada Pietra Nera n.2

LE FONTI.

  Annuario della nobiltà Italiana. Edizioni SAGI 2006-2010 Rivista Araldica del Collegio araldico romano. 1991 articolo di F. von Lobstein. Decano Nobiliare Calabrese, edizioni C.C.C.V. 2010 Stemmario Nobiliare Calabrese, edizioni C.C.C.V. 2010Rivista Araldica Calabrese, quadrimestrale settembre-dicembre 2008 -Edizioni del C.C.C.V.Rivista Araldica Calabrese, quadrimestrale gennaio-aprile 2009-Edizioni del C.C.C.V. Rivista Araldica Calabrese, quadrimestrale maggio-agosto 2009-Edizioni del C.C.C.V.Rivista Calabrese di caccia alla volpe a cavallo, quadrimestrale settembre-dicembre 2009. edizioni C.C.C.V. Storia medioevale di Badolato, dello storico Antonio Gesualdo. Edizioni Frama Sud 1986 Storia medioevale e moderna di Badolato, dello storico Antonio Gesualdo. Edizioni Frama Sud 1988 Storia politica di Badolato dal 1799 al 1999. dello storico Antonio Gesualdo. Edizioni Frama Sud. 1999 Enciclopedia della Calabria fortificata, edizioni Monograpf. 1979 Settecento calabrese. di F.von Lobstein 2007 Ordini cavallereschi di uso legittimo in Italia, di Luciano di Poli. Tipografia dell' orso. 1991 Calabria infeudata di Gustavo Valente. 1996 Nobiltà e città Calabresi infeudate. Di Franz von Lobstin. Edizioni frama sud 1982 Il Movrano Militare Ordine di Malta e la Calabria, di Gustavo Valente. Baruffa editore 1996 Le ultime intestazioni feudali in Calabria. di Mario Pellicano Castagna, edizioni effemme. 1982 Elenco dei Titolati Italiani. Accademia Araldica Italiana. Edizioni 2008-2010


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